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Catene dentali, ennesima chiusura. Federconsumatori come AIO: urge moralizzare il settore

By Ufficio Stampa AIO
June 10, 2020

Ci risiamo. Dopo Idea Sorriso un’altra catena odontoiatrica si avvia a chiudere. Si tratta di Dentix, sede centrale in Spagna e 56 ambulatori sparsi per l’Italia, rimasti chiusi dopo il lock down, con i pazienti senza cure.

Ma stavolta c’è una presa di posizione di Federconsumatori. Di fronte al solito meccanismo – preventivi chilometrici di cure a “buon costo”, pazienti sollecitati a farsi anticipare un finanziamento, prestazioni che arrivano a rilento, chiusura del centro – l’associazione invoca una riforma: stato e regioni dovrebbero intervenire sia per aiutare i cittadini nell’accesso alle cure sia per regolare il settore chiudendo definitivamente alle società di capitali a vantaggio delle Società tra professionisti, iscritte all’ordine e tenute al rispetto del codice deontologico di Medici ed Odontoiatri.

Associazione Italiana Odontoiatri non può che aderire a tali richieste. Spiega il Presidente AIO Fausto Fiorile: «Siamo stati i primi a metterci nei panni del Consumatore riconoscendo che la qualità si paga ma va resa sostenibile: stare meglio risparmiando si può, nell’arco di un rapporto duraturo con un Medico Odontoiatra di fiducia. Nel 2017 al 7° Congresso Politico AIO abbiamo ribadito che, per evitare prevalgano orientamenti di soci non iscritti all’albo, le Società odontoiatriche non possono essere di capitali ma di professionisti, come da legge 183/2011, e abbiamo formulato proposte per tutelare il diritto alla salute delle fasce più deboli. Per ogni euro speso dal servizio sanitario, oggi il cittadino spende nove euro in cure dentali. In un annus horribilis come questo, il Servizio sanitario ben potrebbe investire per alzare la detrazione dall’Irpef delle spese odontoiatriche dall’attuale 19% a una percentuale più consona a valorizzare la prevenzione orale, che è prevenzione a tutto tondo».

«Ancora cinque giorni fa l’associazione delle catene odontoiatriche su una testata di settore invitava i sindacati odontoiatrici a chiedere ai soci di abbassare le pretese, dimenticando che da 40 anni sosteniamo la salute orale degli italiani, quasi tutta, con la nostra opera di professionisti», aggiunge Fiorile. «Noi diciamo che non c’è alcun bisogno di indicare ai liberi professionisti come fare i liberi professionisti ed ai pazienti come comportarsi da pazienti. A guardare le parabole di alcune catene dentali, è un po’ come se il lupo volesse insegnare al pastore come si cura un gregge».

 

 

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