NAGPUR, India – Precedenti ricerche hanno evidenziato un’associazione tra l’aumento del tempo trascorso da bambini e adolescenti davanti agli smartphone e ad altri schermi e un peggioramento della salute orale, compresa una maggiore prevalenza di carie.
In un nuovo articolo dedicato all’analisi delle evidenze attualmente disponibili e alle prospettive della ricerca futura, alcuni ricercatori indiani hanno ipotizzato che l’utilizzo dei dispositivi digitali, i disturbi del sonno e la carie dentale possano essere interconnessi attraverso meccanismi comportamentali e biologici. Gli autori hanno inoltre richiamato l’attenzione su un aspetto emergente nell’ambito della prevenzione: il benessere digitale (digital wellness).
Gli studi esaminati nell’articolo hanno evidenziato associazioni tra una maggiore esposizione agli schermi e una più elevata prevalenza di carie, un maggiore accumulo di placca e un aumento dell’infiammazione gengivale.
Tra questi, uno studio trasversale condotto nel 2026 su adolescenti in Turchia, ha inoltre rilevato un’associazione tra un maggior tempo trascorso quotidianamente davanti agli schermi, un consumo più frequente di alimenti cariogeni e una minore frequenza dello spazzolamento dei denti.
I ricercatori hanno quindi suggerito che una possibile spiegazione dell’associazione tra il tempo trascorso davanti agli schermi e la carie dentale sia di natura comportamentale: un utilizzo prolungato dei dispositivi digitali potrebbe infatti accompagnarsi a un consumo più frequente di snack e bevande zuccherate, abitudini alimentari meno regolari e una minore attenzione all’igiene orale. Gli autori hanno inoltre osservato che l’utilizzo degli schermi nelle ore serali è stato associato a un ritardo nell’orario di addormentamento, con una possibile riduzione delle occasioni per lavarsi regolarmente i denti prima di andare a dormire. Hanno tuttavia sottolineato che l’associazione tra utilizzo degli schermi e salute orale potrebbe essere influenzata anche da altri fattori, tra cui le condizioni socioeconomiche, la supervisione dei genitori e il livello di attività fisica.
Gli autori hanno suggerito che anche il sonno potrebbe rappresentare un elemento importante di questa relazione. Hanno infatti esaminato alcune evidenze che associano un sonno insufficiente o irregolare a una maggiore presenza di carie.
Sebbene i meccanismi biologici alla base di questa associazione non siano ancora del tutto chiariti, i ricercatori hanno individuato alcune possibili spiegazioni, tra cui alterazioni della secrezione e della composizione salivare, della capacità tampone della saliva, della regolazione dell’appetito e della funzione immunitaria. Hanno inoltre osservato che la stanchezza potrebbe ridurre la regolarità dello spazzolamento dei denti.
L’articolo ha infine ipotizzato che la relazione possa essere bidirezionale, poiché anche il dolore e il disagio causati dai problemi dentali potrebbero, a loro volta, interferire con il sonno.
Anziché considerare separatamente il tempo trascorso davanti agli schermi, il sonno e la salute orale, gli autori hanno sottolineato la necessità di adottare un approccio più integrato alla salute orale degli adolescenti. Poiché le tecnologie digitali sono ormai parte integrante della loro vita quotidiana, i ricercatori hanno proposto di affiancare alle tradizionali misure di prevenzione anche la promozione del benessere digitale e di corrette abitudini del sonno.
L’articolo, intitolato “Screen time, sleep disturbances, and dental caries in adolescents and young children: An emerging public health concern”, è stato pubblicato online il 16 settembre 2026 su Frontiers in Oral Health.
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