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L’OMS accelera le iniziative per l’eliminazione graduale dell’amalgama dentale nel Sud-est asiatico

I responsabili politici della regione stanno lavorando per ampliare l’accesso ai materiali da restauro privi di mercurio e rafforzare la prevenzione, le competenze del personale e la gestione dei rifiuti odontoiatrici (Immagine: Tanapat Lek,jew/Adobe Stock).

ven. 25 settembre 2026

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BANGKOK, Thailandia: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta promuovendo una maggiore cooperazione tra le autorità sanitarie e ambientali per accelerare l’eliminazione graduale dell’amalgama dentale nella Regione OMS del Sud-est asiatico. L’iniziativa fa seguito alla storica decisione adottata nel 2025, durante la sesta riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione di Minamata sul mercurio, di eliminare gradualmente l’amalgama dentale a livello globale entro il 2034. Tuttavia, nella regione i progressi verso l’abbandono del suo utilizzo sono stati finora limitati.

L’appello all’azione è stato lanciato nel corso di un workshop regionale di due giorni tenutosi a Bangkok, durante il quale responsabili delle politiche sanitarie e ambientali, esperti tecnici e altri stakeholder si sono confrontati su come tradurre in azioni concrete gli impegni assunti nell’ambito della Convenzione. Le discussioni si sono concentrate sulla riforma delle politiche, sui finanziamenti, sullo sviluppo delle competenze del personale, sulle catene di approvvigionamento e sulla gestione ecologicamente corretta dei rifiuti contenenti amalgama.

Il passaggio verso materiali da restauro dentale più sicuri e più sostenibili dal punto di vista ambientale rientra in una più ampia trasformazione dell’assistenza odontoiatrica delineata nel Piano d’azione globale dell’OMS per la salute orale (2023–2030) e nei corrispondenti programmi regionali, come il Piano d’azione dell’OMS per la salute orale nel Sud-est asiatico 2022–2030.

Questi programmi promuovono un’assistenza odontoiatrica orientata alla prevenzione, minimamente invasiva e centrata sulla persona, integrata nell’assistenza sanitaria primaria e nella copertura sanitaria universale, nonché un maggiore accesso a materiali da restauro privi di mercurio, sicuri ed efficaci.

Il piano d’azione globale fissa l’obiettivo che, entro il 2030, il 90% dei Paesi abbia introdotto misure per ridurre progressivamente o eliminare completamente l’uso dell’amalgama dentale. Tuttavia, secondo i dati di riferimento del 2024, solo il 19% dei Paesi della Regione OMS del Sud-est asiatico aveva raggiunto questo obiettivo, rispetto al 31% a livello globale.

Rivolgendosi ai partecipanti al workshop, la Dott.ssa Catharina Boehme, responsabile ad interim dell’Ufficio regionale dell’OMS per il Sud-est asiatico, ha affermato che l’eliminazione graduale dell’amalgama rappresenta un’opportunità per tutelare la salute umana e l’ambiente e favorire un’assistenza odontoiatrica più sostenibile. Ha inoltre sottolineato che la cooperazione tra i diversi settori sarà essenziale per garantire, durante la transizione, il mantenimento dell’accesso a cure efficaci.

La Thailandia mostra possibili percorsi concreti
L’incontro regionale si è svolto nell’ambito del progetto GEF-7 per la riduzione graduale dell’amalgama dentale, finanziato dal Global Environment Facility. Il progetto, attivo dal 2023 al 2026, mira ad aiutare i Paesi a rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione di Minamata e a migliorare la gestione dei rifiuti odontoiatrici contenenti mercurio.

La Thailandia, uno dei tre Paesi pilota del progetto, ha registrato una riduzione misurabile dell’utilizzo dell’amalgama dentale. Secondo un comunicato stampa dell’OMS, il Paese ha raggiunto questo risultato attraverso politiche di salute orale incentrate sulla prevenzione, un maggiore ricorso a materiali da restauro privi di mercurio e il miglioramento dei sistemi di gestione dei rifiuti. La Thailandia ha inoltre sperimentato l’impiego di separatori di amalgama, dispositivi progettati per intercettare le particelle di amalgama presenti nelle acque reflue degli studi odontoiatrici e ridurre così la quantità di mercurio dispersa nell’ambiente.

Il Dott. Damrong Thamronglaohaphan, direttore del Bureau of Dental Health thailandese, ha dichiarato nel comunicato stampa: «Il progetto ha contribuito a ridurre l’utilizzo dell’amalgama dentale, rafforzando al contempo le politiche di salute orale orientate alla prevenzione, promuovendo alternative prive di mercurio e migliorando la gestione dei rifiuti contenenti amalgama dentale in Thailandia. Queste esperienze dimostrano che la transizione è realizzabile e offrono indicazioni preziose per gli altri Paesi della regione».

Per i professionisti del settore odontoiatrico e i sistemi sanitari, la transizione richiederà molto più della semplice sostituzione di un materiale da restauro con un altro. L’OMS ha sottolineato la necessità di investire nella prevenzione, nella formazione clinica, in catene di approvvigionamento affidabili, nei finanziamenti e nelle infrastrutture per la gestione dei rifiuti, affinché l’eliminazione graduale dell’amalgama favorisca un accesso equo all’assistenza odontoiatrica e non crei ulteriori ostacoli per le popolazioni con minore accesso alle cure.

Come recentemente riportato da Dental Tribune International, la decisione del 2025 prevede un’eccezione che consente l’utilizzo dell’amalgama dentale quando l’odontoiatra lo ritenga clinicamente necessario, sottolineando così la necessità di trovare un equilibrio tra gli obiettivi ambientali e la continuità dell’assistenza ai pazienti.

 

 

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