Dental Tribune Italy

L’American Dental Association supporta i test Covid-19 rapidi da parte dei dentisti

By Dental Tribune International
November 18, 2020

Riportiamo qui di seguito una comunicazione recente dell’Ada, che parla dei dentisti e del loro ruolo di medico della salute orale, che si inserisce nel dibattito di questi giorni.

CHIGAGO, Illinois, USA: secondo una nuova politica dell’American Dental Association, i test rapidi per lo screening dei pazienti con malattie croniche e altre condizioni mediche, tra cui il Covid-19, che potrebbero complicare le cure dentistiche o mettere il paziente e il personale odontoiatrico a rischio, rientrano nell’ambito della pratica odontoiatrica.

«Tuttavia, attualmente i test rapidi e affidabili per il Covid-19 non sono disponibili per i dentisti all’interno dei propri studi, circostanza che non ha senso» afferma il presidente dell’ADA, il dott. Daniel Klemmendson.

Klemmedson, laureato in odontoiatria e medicina, sottolinea che i dentisti sono i medici della salute orale. «Rientra nella capacità della pratica odontoiatrica sottoporre a screening non solo l’infezione da Covid-19 ma anche altre condizioni mediche che possono influire sulle cure odontoiatriche come i livelli di glucosio che aiutano a schermare il diabete e la pressione sanguigna, che aiutano a schermare l’ipertensione. I pazienti con risultati anomali dei test dovrebbero essere indirizzati a un medico, altro professionista medico qualificato o struttura medica per la diagnosi e l’assistenza di follow up. Gli studi dentistici sono stati riaperti in tutto il Paese in modo sicuro grazie a protocolli di prevenzione delle infezioni con l’ausilio aggiuntivo dei dispositivi di protezione individuali (DPI)» ha dichiarato Klemmendson. «Milioni di pazienti sono tornati dal proprio dentista per la cura della propria salute orale, servizio sanitario essenziali. Gli odontoiatri dovrebbero avere accesso ai test rapidi autorizzati dalla FDA per l’infezione da Covid-19 e aumentare così la loro capacità di screening dei pazienti nell’identificazione dei casi positivi».

Klemmedson ha sottolineato che le aree di cura degli odontoiatri non riguardano solo i denti, le gengive e le ossa ma anche i muscoli della testa, del collo e di mascella e mandibola, la lingua, le ghiandole salivari, il sistema nervoso della testa e del collo e molte altre aree. Quando richiesto, i dentisti eseguono procedure come biopsie e screening per malattie croniche o infettive, per le ghiandole salivare e il cancro orale. Inoltre, secondo i dati raccolti tra il 2013 e il 2016 dai centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, il 7,7% delle persone (10,2 milioni) ha riferito di aver visto un dentista nei 12 mesi precedenti ma nessun altro professionista medico.

«Ciò conferisce un senso pratico alla necessità che il test rapido per il covid-19 sia incluso nelle procedure di screening eseguite dai dentisti» ha detto Klemmendson. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti include i dentisti tra quei professionisti che possono fare i test per il Covid-19. Inoltre, il CDC raccomanda alle strutture odontoiatriche di considerare l’implementazione del test rapido per il Covid-19, in particolare durante la carenza di DPI. L’ADA e le società dentali statali stanno attivamente sostenendo le autorità di regolamentazione statali e federali al fine di: riconoscere pubblicamente che i test rapidi per il Covid-19 rientrano nell’ambito della pratica clinica degli odontoiatri e di rendere disponibili i test negli studi odontoiatrici.

«Con la riapertura degli studi dentistici in tutto il Paese, i dentisti stanno già esaminando i pazienti alla ricerca di segnali e sintomi da infezione da Covid-19 e indirizzandoli al proprio medico per un follow-up» ha detto Klemmendson.

«Sfortunatamente, tale screening da solo non identificherà tutte le persone infette. Identificare i pazienti infetti è fondamentale per poter proteggere sia i pazienti che i membri del team odontoiatrico dall’esposizione al virus». Siccome i pazienti che ricevono le cure odontoiatriche possono essere pre-sintomatici (infetti ma che svilupperanno i sintomi nei prossimi 14 giorni) o asintomatici (infetti ma non mostrano sintomi della malattia), Klemmedson ha affermato che è fondamentale identificare gli individui portatori del virus in modo che sia possibile ridurre al minimo il contatto e potenzialmente infettare altre persone.

 

(Fonte ADA)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Related Content

July 7, 2020 | Italy | Interviews, News

Intervista al prof. Luca Viganò: l’odontoiatra deve diventare un “medico orale”

La crescente diffusione della Medicina Orale riconosce alla professione odontoiatrica un ruolo cardine della salute del paziente dal momento che amplia gli orizzonti clinici e apre a nuove opportunità terapeutiche. …

details

April 22, 2020 | Italy | News

Covid-19: odontoiatra medico o dentista? Tempo di verifiche

In ogni momento storico è legittimo fare il punto su se stessi o sulla propria categoria di appartenenza. Per molti operatori degli studi odontoiatrici questa forzata domiciliazione avrà portato a …

details
Latest Issues
E-paper

DT Italy No. 11, 2020

Open PDF Open E-paper All E-papers

© 2020 - All rights reserved - Dental Tribune International