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Gli adesivi influenzano la stabilità del colore delle faccette in composito

Un nuovo studio ha dimostrato che la scelta dell’adesivo gioca un ruolo importante nell’esito estetico a lungo termine delle faccette dirette in composito (Immagine: Marina Demesko/Adobe Stock).

ven. 6 marzo 2026

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DAMMAM, Arabia Saudita: la longevità estetica è un aspetto fondamentale nei restauri anteriori in composito, nei quali il cambiamento di colore rappresenta una causa frequente di sostituzione. Sebbene le proprietà dei materiali compositi siano state ampiamente studiate, si sa molto meno riguardo al contributo dei sistemi adesivi – soprattutto degli adesivi sperimentali contenenti riempitivi bioattivi – alla stabilità cromatica a lungo termine. Un recente studio in vitro condotto da ricercatori in Arabia Saudita ha indagato se diversi adesivi in commercio e sperimentali influenzino il colore delle faccette dirette in composito dopo l’esposizione a bevande di consumo comune.

Gli autori hanno confrontato un sistema adesivo total-etch di quarta generazione, un sistema adesivo universale self-etch di settima generazione e due sistemi adesivi bioattivi sperimentali, uno contenente nano-idrossiapatite e l’altro nano-vetro bioattivo. Faccette in composito realizzate con IPS Empress Direct (Ivoclar), un composito nano-ibrido A2 con spessore standard progressivamente crescente dal terzo cervicale a quello incisale, sono state applicate su incisivi mascellari typodont e immerse quotidianamente in caffè, cola o acqua deionizzata per 60 giorni. La variazione di colore è stata misurata nei terzi incisale, medio e cervicale, consentendo di valutare sia l’effetto del tipo di adesivo sia quello dello spessore regionale del composito.

Nel complesso, il caffè ha determinato la maggiore variazione di colore, mentre la cola ha prodotto anch’essa un cambiamento cromatico significativo rispetto all’acqua deionizzata in molte condizioni, sebbene l’entità della pigmentazione dipendesse dal sistema adesivo e dalla regione dentale. L’adesivo a base di idrossiapatite ha mostrato la minore variazione di colore complessiva nella maggior parte delle regioni e delle soluzioni, mentre l’adesivo a base di vetro bioattivo ha evidenziato una discromia significativamente maggiore rispetto alla formulazione con idrossiapatite, ma inferiore a quella dei sistemi in commercio. L’adesivo di quarta generazione ha dimostrato una migliore stabilità del colore rispetto a quello di settima generazione nei terzi medio e cervicale. In generale, i terzi medio e incisale erano più suscettibili al cambiamento di colore rispetto al terzo cervicale.

I risultati suggeriscono che la scelta dell’adesivo può influenzare in modo significativo l’esito estetico a lungo termine delle faccette dirette in composito. Sebbene gli adesivi universali offrano comodità clinica, la loro stabilità cromatica potrebbe essere inferiore rispetto ai sistemi multi-step nelle zone estetiche. Gli adesivi sperimentali hanno mostrato una resistenza promettente alla discromia, supportando l’idea che i riempitivi bioattivi possano contribuire a stabilizzare l’interfaccia resina-dente e a limitare l’assorbimento di macchie. Tuttavia, la maggiore discromia osservata con la formulazione a vetro bioattivo evidenzia che non tutti gli approcci bioattivi garantiscono le stesse prestazioni ottiche. I clinici dovrebbero quindi considerare attentamente la scelta dell’adesivo nella pianificazione di restauri anteriori altamente estetici, soprattutto nei pazienti con esposizione frequente a bevande pigmentanti.

Lo studio, intitolato “The effect of adhesive systems on shade matching of composite veneer”, è stato pubblicato online il 3 febbraio 2026 su Dentistry Journal.

 

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