Expodental come IDS Colonia? A Rimini voglia di un nuovo meeting sull’onda del cambiamento

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Expodental come IDS Colonia? A Rimini voglia di un nuovo meeting sull’onda del cambiamento

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Maurizio Quaranta, vicepresidente ADDE
Dental Tribune Italy

By Dental Tribune Italy

mar. 16 maggio 2017

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Durante il programma scientifico preliminare che apre Expodental Meeting la mattina di giovedì 18, ore 10.30, è in programma l’intervento di Maurizio Quaranta – vicepresidente ADDE e consigliere ANCAD – al quale chiediamo di spiegare innanzitutto cosa intende dire con “Colonia parla italiano”, il titolo del suo intervento.

IDS di Colonia è una fiera che, grazie alla sua biennalità, punta tutto su innovazione, internazionalizzazione e investimenti. Da anni viene usata dagli espositori come vetrina per la presentazione in anteprima delle novità per il mercato. Più che una classica manifestazione per odontoiatri e odontotecnici, per noi italiani è una fiera per operatori che analizzano le tendenze del mercato, toccando con mano il meglio della capacità produttiva internazionale per sottoporla a una inesorabile e arcigna cernita per il nostro mercato, perché non tutto si adatta alle sofisticate esigenze dei nostri odontoiatri e odontotecnici che sono, e restano, un’eccellenza a livello mondiale.
Ecco perché “Colonia parla italiano” all’Expodental Meeting, dove riceviamo e proponiamo queste tecnologie e prodotti con la migliore funzionalità per noi, ma soprattutto (e grazie) alla distribuzione, con funzioni di assistenza pre e post vendita. Funzioni che fanno la differenza tra la miriade di prodotti validi.

Pur ammettendo la valenza di Expodental Meeting nello scenario italiano e internazionale, non le sembra eccessivo il paragone tra Rimini a Colonia?
Non mi sogno minimamente di paragonarle perché, pur trattandosi sempre di fiere, sono due manifestazioni diverse per dimensione e per mercati di sbocco. Colonia è quanto sopra descritto, mentre Expodental Meeting rimane la più importante manifestazione fieristica per il secondo mercato in Europa, ossia l’Italia, con un occhio ai Paesi che ne fanno da corollario. Un mercato difficile da capire perché fatto di eccellenza per le eccellenze, che sembra aver imboccato la strada per innovare un sistema diventato esasperatamente competitivo.

Continuando con l’analogia e consapevoli del fatto che alla rassegna tedesca lei è stato un buon osservatore nella sua veste ufficiale e professionale, dove trova le maggiori similitudini tra le due rassegne?
Vedo un’analogia nelle sfide del mercato globale, anche se affrontate in maniera diversa, per diversa mentalità. In Germania, forti delle loro spalle grosse, affrontano queste sfide aggregandosi e collaborando al di là delle gelosie imprenditoriali e professionali. Grazie anche all’ottimismo ritrovato con il superammortamento e alle strategie aziendali o professionali contro la crisi, noi ci muoviamo invece con flessibilità, creatività e abnegazione, anche se poi continuiamo a privilegiare il “piccolo è bello” anche quando forse non è più sufficiente.

Non osiamo dire il contrario ma, capovolgendo il concetto del titolo, che cosa invece Expodental Meeting potrebbe trarre dall’esempio tedesco?
Di errori, con le fiere in Italia, ne sono stati certamente commessi e abbiamo pagato. A Rimini vedo una voglia di un nuovo e diverso Expodental Meeting, che cavalchi l’onda del cambiamento. Di sicuro c’è che in Italia penalizza il mancato sostegno del sistema pubblico, che non vuole fare squadra, forse – e anche molto semplicemente – perché ci vede come segmento di mercato di nicchia. Milano, per esempio (e parlo della mia città), non ha saputo fare per Expodental Meeting un decimo di quello che Colonia, da oltre un decennio, continua a fare per l’IDS.
Una cosa dovrebbe cercare di fare Expodental Meeting traendo esempio dai tedeschi, ossia “copiare brutalmente” la loro attività lobbystica, per avere un minimo comun denominatore nei confronti di un comparto pubblico come il nostro, che non fa sistema né investe, per fare della nostra vetrina un’attrattività internazionale per tutto il sistema Italia.
La seconda cosa è che dovremmo saper copiare dai tedeschi. Ma non lo deve fare Expodental Meeting, bensì lo stesso comparto dentale: basta disperdere energie, soldi e tempo con una miriade di fiere e fierucole che non producono alcun ritorno. Germania (ma anche Francia) docet.
La ricchezza di prodotti tradizionali e di tecnologia deve essere solamente all’Expodental Meeting, se, e in quanto, tale manifestazione soddisfa i trend di mercato. Perché solo in questi giorni di manifestazione si deve trovare il meglio della produzione italiana ed estera. Tutti dovrebbero impegnarsi nel portare prodotti innovativi, competenze, servizi customizzati, con vere offerte in grado di soddisfare ogni cliente in ogni segmento. A sostenere le aspettative non solo degli espositori ma di tutti, il resto verrebbe da sé, non solo dai numeri delle presenze.

Per sintetizzare, cosa intende sottolineare nel suo intervento?
Vorrei sottolineare proprio quest’ultimo passaggio, perché solo allora chiunque avrebbe il piacere di mettere in mostra qui, e non altrove, tutta l’innovazione, i nuovi materiali e tecnologie, ivi inclusi i software, perché nessuno potrà più evitare di percorrere a Expodental Meeting quei fatidici diecimila passi per volersi aggiornare sulla creatività e sulla capacità della produzione.
Voglio concludere con una previsione nei confronti di quei venditori che da tempo non pubblicizzano la fiera ai propri clienti per paura di perdere una vendita. Saranno loro stessi che vorranno aggiornarsi prima e meglio nella giornata dedicata all’operatore, proponendo visite guidate ai loro clienti, felici di poter esser a loro volta guidati in questi diecimila passi dalla creatività e capacità produttive.

Grazie per l’intervista.

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