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Detassare o non detassare? Questo è il problema

Foto: (stock.xchng).
Massimiliano Gerardi

Massimiliano Gerardi

mer. 4 settembre 2013

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Sull’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% sulle retribuzioni di produttività per il 2013, visto il DPCM 22/1/2013 dall’avvenente titolo “Modalità di attuazione delle misure sperimentali per l’incremento di produttività nel lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013” e vista la firma (20 giugno 2013) del verbale di accordo per i dipendenti degli studi professionali del Piemonte per lo stesso periodo, cerchiamo di capire se applicare o meno la detassazione ai dipendenti.

In termini pratici vorrebbe dire «dare un netto in busta più alto a fronte di un F24 leggermente più basso per l’erario».

In un’Italia che iniziava a subire gli effetti della crisi economico-finanziaria, l’idea di detassare straordinari, maggiorazioni e premi di produttività nasce con il DL 27 maggio 2008 (in seguito, legge n. 126 del 24/7/2008) dell’allora Ministro Sacconi, con disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie. In quella occasione si è costruita l’ossatura di principi e parametri variata di anno in anno fino ad oggi. Curioso come a cinque anni di distanza il Governo debba ancora “sperimentare” e che sia riuscito sempre a stravolgere le modalità di accesso al beneficio, talvolta mettendo nelle condizioni imprenditore e libero professionista di sentirsi parte di un perverso “gioco dell’oca” dove, se escono con i dadi i numeri sbagliati, si è costretti a tornare indietro, ripristinando le caratteristiche di imposizione fiscale ordinaria. Esaminiamo quindi i requisiti vigenti quest’anno, per passare alla risposta al quesito posto dal titolo.
Il legislatore definisce una serie di parametri legati alle prestazioni degli studi e ai redditi dei dipendenti. Partendo dagli studi, per accedere alla detassazione dovranno dimostrare (all’Agenzia delle Entrate) oggettivi incrementi di competitività e di produttività rispetto all’anno scorso. Per esempio, sarà fondamentale aver orientato lo studio a valutare fin dall’anno scorso i tempi di intervento per ciascun cliente, il grado di soddisfazione della clientela, il numero dei clienti e, unico parametro più facile da ottenere e di sicuro possesso, fatturato e/o utile d’esercizio, dimostrando di averli superati/migliorati quest’anno. La circolare del Ministero del Lavoro n. 15 del 2013 cita anche redditività, qualità, efficienza e innovazione. Pertanto, anche gli studi che l’anno scorso hanno provveduto a investire in nuovi macchinari per interventi sui propri clienti, avranno soddisfatto il requisito. Non mi soffermo sulla possibilità data dal DPCM di attivare una misura in almeno tre aree di intervento individuate dal Ministero, perché li trovo parametri non oggettivi, possibile oggetto di controversie interpretative. Occorre poi verificare i dati reddituali dei dipendenti (eventualmente anche apprendisti, dipendenti anch’essi a tempo indeterminato). L’imposta sostitutiva si applica solo per lavoratori titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore per il 2012 a Euro 40.000,00. Verificati tali parametri si potrà detassare fino a un massimo di 2.500,00 Euro lordi. Erogabili come premi di rendimento, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo e straordinari? Non ancora… Il tutto avrà validità solo se si sarà siglato l’accordo sindacale e lo si sarà depositato entro 30 giorni alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL, leggi Ispettorato), passaggio necessario, pare, per consentire al Ministero di monitorare la copertura di risorse che, per applicare la detassazione, ha previsto per il 2013 uno stanziamento di 950 milioni di Euro.
Detassare, dunque, o non detassare premi e maggiorazioni? L’iter è ampio e richiede, a parere di chi scrive, l’assistenza di un professionista abilitato nella materia. Il legislatore, che così avrebbe dovuto stimolare i consumi aumentando i netti in busta, ancora una volta non ha brillato per sburocratizzazione. Lo studio che abbia più di un dipendente potrà, tuttavia, prendere in considerazione la procedura anche come stimolo a un miglior “lavoro e spirito di squadra”.

 

L'articolo è stato pubblicato sul numero 9 di Dental Tribune 2013 (settembre)

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