York (GB) ‒ Le radiografie sono utili in diagnostica, ma espongono i pazienti a radiazioni potenzialmente dannose. Quindi, ad ogni lastra che fanno, i dentisti sanno di dover calcolare accuratamente il rapporto costi/benefici per il paziente. Una ricerca condotta dall’Università di York ha scoperto che i dentisti sono più inclini a richiedere o effettuare radiografie se e quando vengono pagati per ogni lastra anche quando, tuttavia, non sia clinicamente necessaria.
Allorché i pazienti non pagavano, il numero delle radiografie era in crescita. Secondo uno studio pubblicato sull’ultimo Journal of Health Economics, comunque, se i dentisti erano a stipendio fisso venivano effettuate meno radiografie. L’analisi approfondita del Centre for Health Economics (Università di York) ha analizzato su un periodo di dieci anni, i dati sui dentisti operanti in Scozia: stipendiati o che ricevevano compensi per prestazioni a pagamento dal Servizio Sanitario Nazionale, NHS. La ricerca, in cui sono stati presi in considerazione oltre un milione di casi, ne ha confermato un’altra, più limitata avvenuta in precedenza, sui riflessi che diversi tipi di pagamento ai dentisti possono avere sull’intensità della cura e sulla frequenza dei controlli alla bocca.
«I nostri risultati mostrano che un certo modo di pagare il dentista si riflette significativamente sull’utilizzo dei raggi X, qualora i dentisti siano pagati con cifra a parte per ogni lastra che effettuano in più» dicono i ricercatori.
Pur auspicando un’indagine più approfondita, i ricercatori affermano che tali risultanze potrebbero avere un impatto significativo sulla politica della salute pubblica, in particolar modo, sulla protezione dei pazienti a sovraesposizione dai raggi X.
«Anche se dei pazienti dal punto di vista rischio-benefici potrebbero volontariamente decidere di ricevere un livello di raggi X apparentemente ottimale, sarebbe non di meno eticamente opinabile che la quantità di raggi X ricevuta dai pazienti esenti è significativamente più alta se chi somministra i raggi è pagato a prestazione o se percepisce uno stipendio» dicono.
«Ciò significa da un lato che il paziente trattato da dentisti stipendiati riceve meno raggi X di quelli ottimali per la sua salute orale, e dall’altro che quelli esenti se trattati da dentisti compensati a prestazione ne ricevono troppi»
Lo studio, intitolato “First do no harm—The impact of financial incentives on dental X-rays”, è stato pubblicato nell’edizione di Marzo 2018 del Journal of Health Economic.
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