Negli ultimi anni si è assistito a una crescente diffusione di modifiche estetiche ai denti, un fenomeno che potrebbe essere legato alla sempre maggiore importanza attribuita all’immagine nella società occidentale contemporanea (Immagine: Mielli/Adobe Stock).
Basti pensare ad alcuni episodi recenti che testimoniano questa tendenza. A giugno, il sito web della rivista di moda francese Marie Claire, punto di riferimento del settore, nota per i suoi servizi editoriali patinati e di alta gamma, ha organizzato per la prima volta una “Teeth Week”, una settimana interamente dedicata ai denti, proponendo un’ampia selezione di articoli per «esplorare perché l’odontoiatria sia percepita oggi come più di tendenza e culturalmente significativa che mai».
Un altro esempio è rappresentato dai grillz dentali personalizzati di Beyoncé, realizzati appositamente per promuovere il suo album Cowboy Carter del 2025: una ricca collezione di gioielli dentali impreziositi da turchesi, diamanti, una stella simbolo del Texas (Lone Star) e decorazioni raffiguranti pistole e rose. Persino nel mondo del tennis, sport che amo particolarmente, Aryna Sabalenka, ex numero uno del mondo e autoproclamatasi “tigre”, ha fatto notizia nel 2024 per essersi presa una pausa di tre settimane dagli impegni agonistici per sottoporsi all'applicazione di nuove faccette dentali.
La crescente diffusione di modifiche dentali a finalità estetica, come le faccette, non è semplicemente il risultato dell’imitazione delle celebrità presenti sui social media, ma è anche legata a trasformazioni più profonde della società occidentale nel suo complesso (Immagine: Dmitry/Adobe Stock).
E non bisogna pensare che si tratti di un fenomeno riservato alle celebrità: i trattamenti odontoiatrici a finalità estetica e le decorazioni dentali sono ricercati con altrettanto entusiasmo dalle persone comuni quanto dai personaggi famosi che sfilano sui red carpet. Questi sono soltanto alcuni degli innumerevoli esempi che dimostrano come, negli ultimi anni, il ruolo e il valore culturale attribuiti ai denti nella società occidentale abbiano subito una trasformazione profonda. I denti, in particolare quelli della zona estetica, non sono più considerati semplicemente una componente naturale dell’anatomia, simbolo di salute e bellezza.
Per la prima volta nella storia della cultura occidentale, sono diventati una vera e propria superficie espressiva, visibile e personalizzabile, attraverso la quale comunicare al mondo la propria identità, le proprie convinzioni politiche e il proprio status economico. Oggi i denti sono qualcosa da esibire, proprio come qualsiasi altro accessorio di moda. La salute non è più al centro dell’attenzione: sono l’aspetto estetico e il desiderio di mostrarsi ad assumere un ruolo predominante. Ma come e perché si è verificato un cambiamento culturale di tale portata?
La crescente rilevanza culturale delle modifiche dentali a finalità estetica non è, naturalmente, passata inosservata agli occhi della professione odontoiatrica. Un articolo pubblicato nel 2022 concludeva che «la domanda di trattamenti odontoiatrici estetici è in rapida crescita e i social media rappresentano il principale motore di questa rivoluzione, poiché il pubblico ha accesso diretto ai profili di celebrità e influencer, che sembrano tutti sfoggiare un “sorriso perfetto”». Questa affermazione individua correttamente nei social media il principale strumento attraverso cui i denti vengono esibiti e modificati per ottenere il massimo impatto visivo. Tuttavia, ricondurre il fenomeno alla semplice imitazione di celebrità e influencer da parte del pubblico significa non coglierne appieno la portata.
Una simile interpretazione, infatti, non spiega perché questa tendenza sia emersa proprio tra i personaggi più attenti alla moda, né riconosce che anche le persone comuni scelgono di modificare l'estetica del proprio sorriso per esprimere la propria individualità, e non soltanto per emulare i personaggi famosi. Inoltre, non chiarisce come si siano inizialmente affermati ornamenti quali i grillz, le corone dentali decorative e altri gioielli applicati ai denti, né come l'estetica e le decorazioni dentali abbiano acquisito una presenza sempre più significativa nella cultura popolare. Come sottolineava un articolo pubblicato da Marie Claire nell'ambito della “Teeth Week”: «Le faccette dentali non rappresentano più tanto un trattamento odontoiatrico correttivo, quanto un simbolo sociale di raffinatezza e benessere economico».
Un'affermazione che testimonia il passaggio da una concezione dell'odontoiatria orientata principalmente alla salute a una visione in cui assume un ruolo centrale la ricerca della perfezione estetica. Che cosa è cambiato nella società al punto da spingere Marie Claire, Beyoncé o Sabalenka, così come molte persone comuni, a considerare i propri denti come veri e propri accessori di moda viventi? Questo ci riporta alla questione dei social media. Certamente, piattaforme molto diffuse come Instagram, TikTok, Facebook, YouTube e altre simili rappresentano i principali canali attraverso cui le persone vengono a conoscenza di queste nuove tendenze.
Tuttavia, la diffusione delle tendenze estetiche dentali non si limita ai social media. Come dimostra l'esempio di Marie Claire, queste trovano spazio anche nel più ampio panorama dell'informazione e della comunicazione online. Che cosa rende, dunque, i social media e, più in generale, la cultura di Internet così particolarmente favorevoli alla diffusione di pratiche di modificazione dentale a finalità estetica?
Quando Internet ha iniziato a diffondersi nella società occidentale, veniva presentato come «l’autostrada dell’informazione», un ambiente in cui gli utenti si trovavano davanti a pagine e pagine di testo scritto. La dimensione visiva era ancora poco sviluppata e del tutto subordinata alla parola scritta. Oggi, invece, sarebbe più appropriato definire Internet «l’autostrada delle immagini», uno spazio dominato da fotografie e video. Reel, stories, snap, post, video di TikTok, pin e altri contenuti simili rappresentano tutti formati appositamente concepiti per veicolare informazioni attraverso le immagini. In altre parole, le nostre vite, la società e la cultura contemporanea sono ormai completamente permeate dalle immagini.
I social media rappresentano il principale veicolo attraverso cui la cultura occidentale, comprese le tendenze legate all’estetica dentale, ha assunto una dimensione sempre più visiva (Immagine: Ina/Adobe Stock).
È opportuno soffermarsi brevemente sulla natura di queste immagini. Dopotutto, non stiamo parlando di fotografie scattate su pellicola e conservate in un album fotografico tradizionale. Innanzitutto, le immagini che circolano su Internet hanno una durata potenzialmente illimitata: possono conservarsi indefinitamente, senza deteriorarsi o andare smarrite come potrebbe accadere a una fotografia fisica. In secondo luogo, anche la loro diffusione geografica non conosce confini. Possono circolare istantaneamente in tutto il mondo, anziché rimanere oggetti materiali custoditi nella collezione privata di qualcuno, in un luogo preciso.
Infine, il valore attribuito alle immagini è oggi enorme. Fotografie e video non si limitano più a documentare o rappresentare la realtà vissuta, ma possono arrivare a sostituirsi a essa, diventando ciò che il filosofo francese Jean Baudrillard definiva «simulacri». Per chi vive immerso in questa dimensione digitale, l'identità personale diventa strettamente legata alle immagini e ai video di sé che circolano online, fino, in alcuni casi, a coincidere completamente con essi. Che ci piaccia o meno, molti di noi tendono inconsapevolmente a giudicare gli altri sulla base delle fotografie e dei video che li ritraggono su Internet. Tutto questo porta inevitabilmente ad attribuire un'importanza enorme a ciò che è visibile e a ciò che può essere mostrato.
Il contesto culturale più ampio è dunque quello di una società ormai dominata dalle immagini online. Il nostro aspetto fisico, immortalato e poi diffuso attraverso l’universo dei social media, diventa uno strumento prezioso per presentarci al mondo. Si assiste così a un investimento sempre maggiore nella costruzione della propria immagine, che non riguarda soltanto il modo in cui appariamo, ma, più precisamente, il modo in cui la nostra immagine viene immortalata e conservata sui social media.
Un processo che può essere perfezionato all’infinito, grazie alla possibilità di ripetere gli scatti o le riprese e alla vasta gamma di strumenti di modifica e regolazione delle immagini oggi disponibili su qualsiasi smartphone. In questo nuovo contesto, caratterizzato da un'attenzione quasi ossessiva alla rappresentazione di sé, il volto diventa il mezzo espressivo per eccellenza, il luogo in cui si concentrano gli ideali di bellezza, felicità e giovinezza. Ed è proprio qui che entrano in gioco il sorriso e i denti che esso mette in mostra. Nelle fotografie e nei video esiste un'aspettativa ben precisa, esplicita o implicita che sia: dobbiamo mostrarci felici, perché la nostra cultura attribuisce alla felicità il massimo valore estetico.
Non è tanto che la nostra società si preoccupi realmente della nostra felicità, quanto piuttosto che pretenda da noi almeno lo sforzo di apparire felici. Mostrarsi infelici nei contenuti visivi che condividiamo con il mondo come rappresentazione della nostra autentica identità è diventato quasi impensabile e finirebbe inevitabilmente per suscitare commenti e critiche. Quando siamo felici, sorridiamo e le labbra si allargano, lasciando intravedere i denti. Ecco perché, quasi invariabilmente, sorridiamo nelle fotografie, come manifestazione esteriore di quella felicità che dovrebbe risiedere dentro di noi.
Si delineano così gli elementi fondamentali di questo fenomeno. Viviamo immersi in una cultura che attribuisce un valore enorme alla rappresentazione della realtà e della nostra identità attraverso immagini e video. Poiché esiste una forte aspettativa culturale che ci porta a sorridere in questi contenuti, i denti assumono un ruolo centrale nel modo in cui presentiamo noi stessi agli altri. Mostrare i denti nelle fotografie che ci ritraggono felici non è certamente una novità. Ciò che è cambiato è il contesto culturale in cui questa pratica si inserisce: una società completamente dominata dalla dimensione visiva, nella quale immagini statiche e in movimento si moltiplicano, circolano e contribuiscono a definire la realtà con un'intensità e una rapidità un tempo inimmaginabili.
Da questa prospettiva, appare del tutto prevedibile, logico e naturale che «la moda sia impazzita per i sorrisi», come ha recentemente scritto il quotidiano britannico The Standard. Tuttavia, questa vera e propria ossessione per l'estetica dentale non può essere spiegata semplicemente come una tipica reinterpretazione postmoderna di tendenze del passato, né come il risultato dell'imitazione delle celebrità da parte delle persone comuni o come una nuova forma di autentica espressione individuale.
Al contrario, la ricerca di denti perfetti e la loro decorazione attraverso grillz, corone ornamentali, pietre preziose e altri accessori rappresentano pratiche che la nostra cultura, ossessivamente incentrata sull'immagine, finisce per imporci e richiederci. In un contesto in cui tanta attenzione è rivolta alla rappresentazione visiva dei nostri volti, finiamo per assecondare questa pressione attraverso un'ampia varietà di scelte e interventi estetici. Queste risposte, attentamente studiate, all’esigenza di mettere in mostra i denti spaziano dagli interventi che ne modificano la struttura fino alle forme di decorazione puramente artistica.
Una volta che la società ha trasformato la zona estetica dei denti visibili in una sorta di superficie sulla quale rappresentare la versione ideale di noi stessi, si apre la strada alla loro personalizzazione. A un'estremità di questo spettro troviamo trattamenti come le faccette dentali, applicate principalmente per ragioni estetiche. Questi interventi mirano a riprodurre un'immagine di salute, comunicando a chi osserva che quei denti sono sani e belli. Le faccette, infatti, hanno l'obiettivo di creare una versione idealizzata dei denti stessi, senza introdurre elementi decorativi estranei alla loro naturale anatomia.
All'estremità opposta dello spettro, invece, i denti diventano una sorta di palcoscenico sul quale dare vita a molteplici forme di espressione artistica. È qui che trovano spazio le decorazioni più appariscenti e dal forte valore simbolico, come i grillz e altre tipologie di gioielli dentali. Tuttavia, sebbene le modalità con cui le persone, famose o meno, scelgono di modificare i propri denti possano essere molto diverse, tutte queste pratiche condividono un elemento fondamentale: rappresentano risposte estetiche al contesto culturale contemporaneo.
Che si tratti di interventi strutturali o di decorazioni artistiche, le modifiche dentali a finalità estetica nascono dalla crescente esigenza di mostrarsi, esibirsi ed esprimere la propria identità, alimentata da una cultura in cui l'immagine riveste un ruolo centrale. È interessante osservare come questo fenomeno sembri oggi aver compiuto un percorso circolare, arrivando quasi a mettere in discussione sé stesso. Si sta infatti affermando un movimento apparentemente contrario all'odontoiatria estetica, che critica il ricorso alle faccette dentali e invita a riscoprire i sorrisi naturali, con tutte le loro irregolarità.
Riviste di riferimento nel mondo della moda come Vogue e Harper’s Bazaar hanno recentemente celebrato numerose celebrità che hanno preso le distanze da un «mondo ossessionato dalle faccette dentali», scegliendo invece interventi odontoiatrici più discreti o, cosa quasi impensabile, rinunciando completamente a qualsiasi modifica estetica per conservare i propri denti naturali, con tutte le imperfezioni che li caratterizzano. Se da un lato i critici potrebbero accogliere questa tendenza come un salutare allontanamento dalla ricerca dannosa e irrealistica della perfezione, dall'altro essa potrebbe essere interpretata semplicemente come una nuova fase nell'evoluzione dell'odontoiatria estetica.
Più che un autentico «ritorno alla naturalezza», potrebbe trattarsi soltanto del prossimo ideale estetico da perseguire, destinato a sua volta a essere sostituito da altre tendenze. Solo il tempo, e la moda, potranno dirlo.
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