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Il ruolo del collutorio nell’igiene orale

Un supplemento pubblicato recentemente offre una conoscenza completa e aggiornata della funzionalità a livello microbico del collutorio (Image: Towfiqu ahamed barbhuiya/Shutterstock).

MELBOURNE, Australia: Il valore del collutorio quale strumento per l’igiene orale di routine è stato spesso messo in discussione in letteratura. Al fine di fornire i dati più aggiornati sul ruolo del collutorio nell’igiene orale, la FDI World Dental Federation ha curato un supplemento specifico dell’International Dental Journal che include sei articoli peer-reviewed sull’efficacia del collutorio nella gestione delle malattie orali, sull’effetto del collutorio sul microbioma orale e sulle malattie sistemiche, sulle alternative al collutorio e sul suo futuro potenziale sviluppo.

Il Dott. Michael McCullough, professore di medicina orale alla Melbourne Dental School, ha dichiarato alla Dental Tribune International (DTI) che la mancanza di consenso in tutto il mondo sull’uso del collutorio ha spinto la FDI a formare una task force per approfondire l’argomento. «Questo supplemento fornisce una guida facile da leggere sull’uso del collutorio basata sulle migliori analisi attualmente disponibili».

Prof. Michael McCullough (Image: Michael McCullough).

L’efficacia dell’uso del collutorio nel mantenimento della salute orale è ben documentata in letteratura. Tuttavia, mostra spesso gradi diversi di evidenza. «L’uso del collutorio riduce la placca e la gengivite in molti studi a breve termine, la maggior parte dei quali valutavano collutori contenenti clorexidina. Tuttavia, le prove della loro efficacia nella prevenzione della malattia parodontale non sono attualmente disponibili», ha spiegato il Prof. McCullough.

«Esistono prove moderate nell’uso aggiuntivo di collutori contenenti fluoruro nella prevenzione della carie nei bambini e negli adolescenti, ma non negli adulti. Inoltre, vi sono prove limitate dell’efficacia dell’uso dei collutori nel favorire la guarigione post-operatoria, la mucosite indotta da chemioterapia e la gestione dell’osteite alveolare. Infine, c’è stato un grande interesse per le proprietà antivirali dei collutori, in particolare per quanto riguarda la pandemia di COVID-19. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche cliniche per dimostrare un chiaro beneficio», ha continuato.

Oltre ai suoi potenziali benefici, il collutorio ha dimostrato di avere effetti negativi. Per esempio, la DTI ha precedentemente riportato una ricerca che indica come il collutorio possa ostacolare i benefici dell’esercizio fisico e aumentare la pressione sanguigna.

«Esiste una crescente evidenza, in particolare grazie all’utilizzando di moderni strumenti di valutazione della metagenomica batterica, per suggerire che l’uso del collutorio può provocare disbiosi nei batteri orali e potenzialmente portare a resistenza antimicrobica. Inoltre, sono stati suggeriti collegamenti tra l’uso di collutorio e malattie cardiovascolari, diabete mellito, cancro orale, morbo di Alzheimer e pre-eclampsia, ma con livelli di evidenza variabili e limitati», ha spiegato il Prof. McCullough.

Il supplemento approfondisce anche le future direzioni del collutorio, comprese le alternative ai collutori convenzionali. A questo proposito, la DTI ha riportato uno studio che ha esaminato l’efficacia dei collutori con cannabinoidi nel combattere la placca, confrontandoli con i collutori con clorexidina.

Parlando del ruolo del collutorio in odontoiatria, il Prof. McCullough ha commentato: «Al momento sono in fase di sviluppo diversi tipi di collutorio in grado di modulare le reazioni immunitarie orali per il trattamento della mucosite orale, così come i collutorio contenenti nanoparticelle che hanno il potenziale per un’azione antimicrobica più mirata. Occorre inoltre prendere in considerazione gli impatti ambientali derivanti dall’ampliamento dell’uso dei collutori con l’introduzione di nuovi prodotti, tra cui l’aumento dell’uso degli imballaggi, la potenziale resistenza antimicrobica e i possibili effetti negativi sulla vita marina».

«L’utilizzo a lungo termine del collutorio deve essere raccomandato con equilibrio considerando i benefici noti e questi potenziali effetti negativi», ha concluso.

 

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