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DI&RA Academy 2026–2027: innovazione digitale e formazione d’eccellenza

Dott. Riccardo Scaringi.
Redazione Tueor Servizi

Redazione Tueor Servizi

mer. 28 gennaio 2026

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Con l’inizio del biennio 2026–2027, la DI&RA Academy inaugura un nuovo capitolo sotto la presidenza del Dott. Riccardo Scaringi. L’Academy, punto di riferimento per l’odontoiatria digitale e interdisciplinare, propone un programma culturale ambizioso, pensato per odontoiatri, igienisti e odontotecnici. Tra corsi hands-on su preparati anatomici, eventi intergenerazionali, podcast scientifici e un Congresso Internazionale, la missione è chiara: avvicinare i professionisti alle tecnologie del futuro, consolidando competenze, favorendo il confronto tra esperti e giovani colleghi, e promuovendo una formazione rigorosa ma accessibile. In questa intervista, il Dott. Scaringi racconta obiettivi, innovazioni e valori che guideranno l’Academy nei prossimi due anni.

Qual è la visione con cui la sua nuova presidenza DI&RA inaugura il biennio 2026–2027 e quali sono le priorità culturali che desidera portare avanti?
La mia visione per il biennio 2026–2027 è quella di una DI&RA sempre più riconosciuta come Academy di riferimento per l’odontoiatria digitale e implantare, ma con un forte radicamento nella clinica quotidiana. Non mi interessa una “vetrina” tecnologica fine a sé stessa: voglio che ogni contenuto formativo abbia una traduzione pratica immediata nella realtà degli studi e dei laboratori.
Le priorità culturali sono tre:

  • Integrare davvero digitale e analogico, superando la contrapposizione tra “nuovo” e “tradizionale” e mostrando come le nuove tecnologie possano valorizzare – non sostituire – le competenze cliniche e tecniche già acquisite.
  • Mantenere un approccio rigorosamente evidence-based, con programmi costruiti su linee guida, letteratura scientifica e casi clinici documentati, lontani da mode o semplificazioni eccessive.
  • Valorizzare la comunità DI&RA, creando format che favoriscano il confronto paritario tra relatori, soci attivi, giovani colleghi, igienisti e odontotecnici, perché solo un dialogo interdisciplinare reale porta a una crescita collettiva.

In che modo il nuovo programma formativo aiuterà odontoiatri, igienisti e odontotecnici a orientarsi nel mondo dell’odontoiatria digitale e delle tecnologie emergenti, inclusa l’AI?
Abbiamo strutturato il programma con l’idea di accompagnare i professionisti in un percorso graduale, che non dia per scontato nulla ma allo stesso tempo non sia banale per chi è già esperto.

  • Per gli odontoiatri, l’obiettivo è rendere chiaro come il digitale e l’AI possano migliorare diagnosi, pianificazione, comunicazione con il paziente e predicibilità del risultato, con moduli dedicati a flussi di lavoro concreti: dall’impronta digitale alla protesi finita, passando per chirurgia guidata e gestione delle complicanze.
  • Per gli igienisti dentali, il programma enfatizza il ruolo centrale nella prevenzione, nel monitoraggio dei risultati nel tempo e nella comunicazione con il paziente usando strumenti digitali (registrazioni fotografiche sistematiche, scanner intraorali per il follow-up, report digitali).
  • Per gli odontotecnici, il focus è su progettazione digitale, materiali e integrazione laboratorio–studio, con particolare attenzione alla collaborazione online, alla condivisione dei file e alla standardizzazione dei protocolli.

L’AI verrà trattata non come slogan, ma come strumento: supporto alla diagnosi radiografica, simulazioni di trattamento, ottimizzazione dei flussi clinico–protesici, sempre con un approccio critico, che metta al centro la responsabilità del professionista.

Il corso di dissezione anatomica e la formazione hands-on rappresentano un punto di forza del 2026: quali competenze concrete potranno acquisire i partecipanti?
Il corso di dissezione anatomica nasce con un obiettivo molto chiaro: riportare l’anatomia al centro della pratica implantare e chirurgica, in un contesto controllato, sicuro e didatticamente strutturato.
I partecipanti potranno:

  • Rivedere in modo tridimensionale l’anatomia clinicamente rilevante di mascella e mandibola, con particolare attenzione a strutture vascolo-nervose e ai rapporti con i siti implantari.
  • Eseguire accessi chirurgici, lembi, osteotomie e sutura su preparati anatomici, con supervisione costante, lavorando su casi progressivamente più complessi.
  • Comprendere meglio la correlazione tra immagine radiologica, pianificazione digitale e reale situazione anatomica, riducendo il gap tra ciò che si vede su schermo e ciò che si incontra in sala operativa.
  • Allenarsi alla prevenzione e alla gestione delle complicanze, discutendo scenari reali e simulando procedure correttive.

È un corso pensato per chi vuole fare un salto di qualità in termini di consapevolezza chirurgica, non solo “imparare una tecnica”.

In che modo il workflow implantare digitale presentato nel corso di dissezione integra CBCT, impronte digitali e chirurgia guidata per migliorare la predicibilità del risultato clinico?
Presenteremo un workflow implantare digitale completo, che parte dalla diagnosi e arriva al carico protesico, sempre con un filo conduttore: ogni passaggio deve essere tracciabile, verificabile e condivisibile con il team.
In sintesi:

  • La CBCT fornisce il quadro anatomico tridimensionale: volume osseo, strutture nobili, spessori, densità relativa.
  • Le impronte digitali e i dati intraorali restituiscono occlusione, morfologia dentale residua, profili gengivali e un contesto estetico-funzionale reale.
  • L’integrazione dei dataset (CBCT + file STL) consente una pianificazione protesicamente guidata, in cui la posizione implantare viene definita a partire dal risultato protesico desiderato.
  • La chirurgia guidata traduce questa pianificazione in una procedura clinica più controllata, con la possibilità di ridurre l’invasività, ottimizzare posizione e asse implantare e programmare eventuali rigenerazioni contestuali.

Durante il corso, i partecipanti vedranno e proveranno l’intero flusso: dall’analisi delle immagini alla progettazione delle guide fino all’esecuzione su preparato anatomico, in modo da percepire il valore reale di questa integrazione in termini di predicibilità e sicurezza.

Il Summer Meeting e questa nuova iniziativa dei podcast puntano molto sul coinvolgimento delle nuove generazioni: perché oggi è fondamentale creare un ponte tra giovani professionisti ed esperti affermati?
Perché il futuro dell’odontoiatria digitale appartiene ai giovani, ma la responsabilità delle scelte cliniche grava ancora – e giustamente – sulle spalle dell’esperienza. Se queste due dimensioni non dialogano, il rischio è duplice: da un lato, entusiasmo tecnologico non guidato; dall’altro, resistenza al cambiamento da parte di chi ha più anni di professione.
Il Summer Meeting sarà un contesto informale, inclusivo, pensato per far dialogare generazioni diverse intorno a casi clinici, tavole rotonde e momenti di confronto aperto, dove il giovane collega possa fare domande “senza filtro” e il professionista più esperto possa condividere errori, successi e visione.
I podcast scientifici, invece, ci permetteranno di intercettare un pubblico ancora più ampio, con contenuti fruibili ovunque e in qualsiasi momento. Saranno conversazioni brevi ma dense, con relatori DI&RA e ospiti esterni, pensate per avvicinare i colleghi ai temi del digitale, dell’implantologia e dell’interdisciplinarietà con un linguaggio accessibile, senza perdere rigore.

Creare questo ponte non è un’operazione di immagine, ma una scelta strategica per garantire continuità e crescita reale della nostra comunità scientifica.

Il Congresso Internazionale 2027 si preannuncia come l’evento di punta dell’Academy: quali elementi innovativi lo distingueranno e quale ruolo avrà l’integrazione tra analogico e digitale?
Il Congresso Internazionale 2027 sarà il momento in cui tutto ciò che avremo seminato nel biennio – corsi, dissezioni, podcast, meeting – troverà una sintesi.
Gli elementi innovativi che vogliamo enfatizzare sono:

  • Sessioni cliniche costruite su casi completi, dalla diagnosi al follow-up, per mostrare come analogico e digitale convivano in un unico percorso coerente.
  • Spazi dedicati al confronto critico, con discussioni strutturate tra relatori e partecipanti, senza “monologhi” lunghi e poco interattivi.
  • Integrazione reale tra professioni: odontoiatri, igienisti, odontotecnici e specialisti di discipline affini (radiologi, chirurghi maxillo-facciali, ecc.), chiamati a condividere lo stesso tavolo di lavoro.
  • Focus su complicanze e limiti del digitale, perché un congresso di valore non è quello che mostra solo i “casi perfetti”, ma quello che affronta con onestà gli insuccessi e le criticità.

L’integrazione tra analogico e digitale sarà il filo conduttore: non “o l’uno o l’altro”, ma la dimostrazione concreta che la tecnologia, se inserita in un ragionamento clinico maturo, amplifica la qualità del lavoro, non la sostituisce.

I mini corsi tematici e gli eventi riservati ai soci attivi mirano a rafforzare la comunità scientifica DI&RA: come immagina l’evoluzione dell’Academy nei prossimi anni?
Immagino una DI&RA sempre più simile a un laboratorio permanente di crescita condivisa, più che a un semplice ente erogatore di corsi.
I mini corsi tematici ci permetteranno di approfondire argomenti specifici – gestione dei tessuti molli, carico immediato, full-arch digitale, protesi su impianti complessi, comunicazione col paziente nell’era digitale – in gruppi ristretti, con un’interazione molto alta tra docente e partecipanti.
Gli eventi riservati ai soci attivi saranno invece momenti di confronto interno, dove discutere linee guida, proporre nuovi progetti culturali, valutare collaborazioni con altre realtà scientifiche e industriali, e rafforzare il senso di appartenenza.

Nel medio periodo vedo l’Academy:

  • più internazionale, con relatori e collaborazioni estere;
  • più ibrida, con una componente digitale strutturata (piattaforma contenuti, webinar, podcast) a supporto degli eventi in presenza;
  • più partecipata, con soci che non siano solo “fruitori” ma co-protagonisti nella progettazione delle iniziative.

Il mio obiettivo, in qualità di Presidente, è quello di consegnare una DI&RA ancor più solida, coesa e riconosciuta, preservandone le radici e orientandone con determinazione lo sviluppo verso le sfide del futuro digitale. Tale percorso sarà sostenuto dalla collaborazione del Consiglio Direttivo di DI&RA, composto dal Dr. Marano, dal Dr. Franchina, dal Prof. Romeo, dal Dr. Mariconti, dal Dr. Frabboni, dal Dr. Garrone, dall’Odt. Balzano e dall’Odt. Viera che, nel biennio 2026–2027, sarà pienamente impegnato nella realizzazione di un programma scientifico di altissima qualità.

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