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Burnout e benessere tra i dentisti che trattano sopravvissuti a traumi

Un nuovo studio norvegese ha evidenziato che i dentisti che lavorano con sopravvissuti a traumi sperimentano sia livelli elevati di stress sia una maggiore soddisfazione personale (Immagine: LIGHTFIELD STUDIOS/Adobe Stock).

lun. 23 febbraio 2026

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OSLO, Norvegia: I professionisti della salute orale che prestano assistenza a sopravvissuti a torture e abusi e a pazienti con forte ansia odontoiatrica affrontano sfide emotive e organizzative uniche, che possono influenzare la loro qualità professionale della vita. Uno studio trasversale norvegese ha esplorato i livelli di burnout, stress traumatico secondario e soddisfazione per la compassione e ha esaminato come i fattori psicosociali sul posto di lavoro influenzino questi esiti. I risultati evidenziano l’importanza del supporto organizzativo e dell’equilibrio tra lavoro e vita privata per sostenere il benessere dei clinici.

Lo studio ha valutato 114 professionisti che lavorano nel servizio interdisciplinare norvegese per la fornitura di cure dentistiche a pazienti con storie di trauma, tramite un questionario. Nel complesso, i partecipanti hanno riportato livelli moderati di soddisfazione per la compassione, burnout e stress traumatico secondario, suggerendo una forza lavoro che, nel complesso, funziona abbastanza bene, ma rimane vulnerabile a un aumento dello stress.

Un scarso equilibrio tra lavoro e vita privata è risultato costantemente associato a una minore soddisfazione per la compassione e a livelli più elevati di burnout e stress traumatico secondario. Anche i sistemi di supporto hanno giocato un ruolo fondamentale: il supporto da parte dei supervisori è stato collegato a un minore burnout, mentre il supporto dei colleghi è stato associato a una riduzione dello stress traumatico secondario. Il supporto emotivo al di fuori del lavoro, ad esempio da parte di familiari e amici, è risultato correlato a esperienze professionali più positive.

Lo studio ha rilevato differenze tra i diversi gruppi professionali. I dentisti hanno riportato livelli più elevati di burnout e stress traumatico secondario rispetto agli psicologi, probabilmente a causa di differenze nella formazione, nelle risorse di coping o nelle aspettative legate al ruolo. Una maggiore esperienza all’interno del servizio specializzato è risultata associata a una maggiore soddisfazione per la compassione, suggerendo che familiarità e adattamento possano favorire la resilienza nel tempo.

Lo studio ha inoltre riportato che le opportunità di debriefing erano limitate e che un maggiore desiderio di debriefing era associato a livelli più elevati di stress, un risultato che gli autori hanno suggerito rifletta probabilmente i tentativi dei partecipanti di gestire le richieste emotive. Le condizioni organizzative, inclusi la chiarezza del ruolo, il carico di lavoro e le richieste decisionali, hanno influenzato gli esiti, sottolineando l’importanza di ambienti di lavoro supportivi.

È interessante notare che il lavoro con sopravvissuti a traumi non è risultato essere il principale fattore di stress professionale. Al contrario, le condizioni organizzative e psicosociali più ampie hanno spiegato la maggior parte della variazione nella qualità professionale della vita. Gli autori hanno concluso che migliorare il supporto sul luogo di lavoro, promuovere un sano equilibrio tra lavoro e vita privata e coinvolgere i professionisti della salute orale nelle discussioni sulla cura di popolazioni vulnerabili sono strategie essenziali per proteggere il benessere e mantenere un’assistenza di alta qualità ai pazienti.

Lo studio, intitolato “Professional quality of life among Norwegian oral health professionals working with torture and abuse survivors and patients with severe dental anxiety”, è stato pubblicato online il 28 gennaio 2026 su Acta Odontologica Scandinavica.

 

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