Dental Tribune Italy

Utilizzo dello scanner intraorale in ortodonzia

June 19, 2019

L’evoluzione della tecnologia digitale e dei sistemi di progettazione e la fabbricazione assistita da computer (CAD/CAM) di manufatti ad uso odontoiatrico restaurativo in ambito ortodontico stanno creando opportunità entusiasmanti.

    Article written by:

  • Giovanna Perrotti
  • Giulia Baccaglione

Il secondo decennio del XXI secolo ha proiettato l’odontoiatria verso nuovi confini che progressivamente stanno diventando sempre più validi in termini di efficienza ed accuratezza ma anche maggiormente accessibili in termini di investimento economico.

In odontoiatria ormai parlare di workflow digitale è diventato il trend su cui le aziende produttrici di sistemi digitali hanno investito moltissimo. Allo stesso tempo i clinici cercano protocolli che utilizzando le tecnologie digitali rendano i flussi di lavoro più efficienti. I sistemi digitali offrono oggi l’opportunità, per esempio, di evitare le tradizionali impronta analogiche modificando il tempo e i limiti di gestione associati. Gli scanner intraorali sono in grado di offrire un’eccellente precisione con un’esperienza più confortevole per il paziente e un flusso di lavoro più efficiente.

La scansione intraorale si sta rapidamente diffondendo in ambito odontoiatrico grazie alla semplicità ed efficienza di utilizzo e alla possibilità di archiviazione e trasferimento dei dati. Anche in ortodonzia il suo utilizzo ha permesso di migliorare alcune procedure diagnostiche e cliniche. Basti pensare alla presa dell’impronta: l’ergonomia dello scanner, grazie al design compatto, sottile e leggero e la velocità di scansione, migliorano l’esperienza per il paziente e per il professionista. Il flusso di lavoro ortodontico digitale tramite scansione intraorale permette l’acquisizione dei dati mediante un file STL (file Stereolitografico).

Metodologia
La realizzazione dell’impronta digitale richiede dispositivi di scansione intraorale proposti attualmente da un buon numero di case produttrici. Lo scanner intraorale è formato da un puntale indipendente collegato ad un computer con un software annesso.

Inizialmente si procede all’inserimento dei dati anagrafici del paziente o alla sua selezione se lo stesso è già stato inserito. Il paziente viene informato ed istruito sulle modalità di presa dell’impronta digitale, chiedendo la maggiore immobilità possibile specie della lingua, cosa che può rendere difficoltosa la scansione. È necessario mantenere il campo asciutto attraverso l’utilizzo di aspirasaliva e apribocca. L’operatore si pone ad ore 7, seduto con il capo del paziente leggermente rivolto verso di sé, mantenendo il piano occlusale inferiore parallelo al pavimento. La scansione avviene a bocca aperta (eccetto che per la registrazione occlusale) in maniera continua dalla parte mesiale a quella distale del settore (o viceversa) prima in senso occlusale, poi linguale o palatale ed infine vestibolare mantenendo scostati i tessuti molli. La scansione dei tessuti parodontali molli circostanti può essere inserita o meno, insieme al palato duro. L’oggetto viene riprodotto in CAD sul monitor sotto il controllo dell’operatore, grazie alla creazione del modello simultaneo alla sua acquisizione.

Si procede poi a controllare la qualità delle immagini e si effettua la registrazione occlusale mediante sovrapposizione dei dati raccolti unendoli tra loro. Dopo un’iniziale fase di apprendimento, la scansione di un’arcata viene realizzata in non più di 60 secondi. Le punte, grazie al sistema anti-appannamento, migliorano la presa di impronta con una scansione senza interruzioni. L’igiene e la sicurezza del paziente sono garantite grazie ai puntali intercambiabili e autoclavabili.

Gestione del file STL
Una volta realizzata ed accettata la scansione si provvede all’archiviazione ed all’invio dei dati al laboratorio o alle aziende di riferimento in formati file STL normali o certificati (Invisalign, Incognito), cioè richiedenti validazione. L’archiviazione consiste in una prescrizione con selezione dello scopo dell’impronta, della struttura di riferimento e inserimento del codice di identificazione dell’operatore.

In seguito all’acquisizione del file STL, questo potrà essere processato ed elaborato tramite software dedicati per effettuare tutte le valutazioni diagnostiche (valutazioni dento-alveolari, dento-dentali) e terapeutiche necessarie (programmazione - previsualizzazione).

Discussione
I vantaggi

L’impronta intraorale digitale dà molti vantaggi. Lo scanner intraorale digitale ha una precisione simile, tempi più bassi e un comfort maggiore rispetto alle impronte convenzionali.

La precisione delle scansioni digitali intraorali è stata valutata in diversi studi. Sono stati riportati risultati positivi riguardo all’elevata precisione dei modelli digitali mediante scansione intraorale dell’intera arcata: pertanto sono clinicamente accettabili per la diagnosi e la pianificazione del trattamento. Alcuni autori hanno misurato alcuni lievi errori nella posizione degli elementi dentali che vanno da -0,05 a 0,21 mm e le imprecisioni per la lunghezza e la larghezza dell’arcata da -0,07 a 0,17 mm. In effetti, è necessario specificare che la precisione di un modello digitale può essere limitata dalla risoluzione dello scanner. Inoltre, anche se l’accuratezza degli scanner intraorali è stata segnalata come elevata, durante il rilevamento dei punti chiave sui denti potrebbe verificarsi una leggera variabilità nella rilevazione dei punti. Tuttavia l’analisi dell’errore non ha mostrato differenze significative, quindi la rilevazione del punto digitale potrebbe essere considerata ripetibile. Inoltre, la mancanza di differenze significative tra le misure digitali intraorali rispetto alle misure di gesso diretto e indiretto significa che lo scanner intraorale presenta affidabilità se confrontato con le convenzionali impronte di gesso.

Per quanto riguarda il comfort, i pazienti hanno mostrato una chiara preferenza per la scansione intraorale digitale. Anche per quanto riguarda il riflesso del vomito, tutti i pazienti hanno preferito la scelta del metodo digitale. Presumibilmente molti pazienti hanno considerato il tempo di scansione intraorale ancora troppo lungo e la dimensione dello scanner digitale troppo grande. In aggiunta, durante la registrazione occlusale il passaggio mesiodistale dello scanner potrebbe causare disagio nella regione posteriore per il contatto con il bordo anteriore della mandibola e per la presenza della contrazione naturale del muscolo massetere. I miglioramenti tecnologici dello scanner, ovvero scanner intraorali più veloci e più piccoli, potrebbero in futuro ridurre i problemi ad esso associati.

La scansione digitale intraorale riduce le fasi dell’acquisizione dei modelli e non richiede archiviazione, trasferimento e non si deteriora nel tempo. Inoltre, il modello si crea nell’immediato in quanto non richiede i classici processi di lavorazione ed attesa successivi alla presa dell’impronta e può essere anche inviato a colleghi e collaboratori in pochissimo tempo.

Gli svantaggi
Sono però presenti anche alcuni svantaggi. È necessario un tempo di apprendimento da parte dell’operatore nell’uso dello scanner, oltre al fatto che ci possono essere pazienti la cui gestione risulta più difficoltosa a causa di una ipertrofia linguale o una sua ipermobilità così come una ridotta apertura della bocca. Può risultare indaginosa la scansione di profili d’emergenza molto pronunciati, aree interprossimali soprattutto se in presenza di forte disallineamento, aree retromolari superiori per la vicinanza con il processo coronoideo1. D’altra parte il costo dei sistemi di impronte digitali è ancora molto elevato ma soprattutto è necessaria la creazione di un flusso lavorativo digitale standardizzato che renda questa metodica veramente efficiente1. Inoltre, sono necessari ulteriori studi, in quanto i risultati ottenuti sono spesso influenzati dall’esperienza dell’operatore.

Conclusioni
Tuttavia, i vantaggi del sistema digitale rispetto al metodo convenzionale, la maggiore efficienza dell’attività clinica quotidiana grazie all’ottenimento o al miglioramento dei risultati riducendo il numero di passaggi pratici, l’aumento delle prestazioni e l’abbassamento dei costi degli scanner, potrebbero implicare in futuro una sempre maggiore transizione dal metodo tradizionale alla tecnologia di scansione intraorale nella pratica quotidiana ortodontica.

Rispetto alle impronte tradizionali, i sistemi digitali possono essere utilizzati in modo affidabile per scopi diagnostici e scansione a corto raggio2. Ad esempio, un flusso di lavoro completamente digitale può essere usato per la realizzazione di una piastra ortodontica prechirurgica palatale costruita digitalmente e stampata in 3D in pazienti con labiopalatoschisi. Ciò permette di registrare un’impronta digitale priva di rischi per la mascella edentula in questi pazienti3.

Il passaggio ad una nuova tecnologia nella pratica di routine dipende da molti fattori, come il livello di accettazione dei pazienti, la semplicità d’uso e i costi accettabili.

Take home message
L’accuratezza dei modelli digitali ottenuti dalle scansioni intraorali si è dimostrata accurata come i modelli in gesso realizzati con le tradizionali tecniche di impronta; quindi i modelli digitali sono accettabili per le procedure diagnostiche ortodontiche. Possono pertanto essere utilizzate per la fabbricazione di modelli studio ortodontici ma anche per allineatori e altri tipi di apparecchi.

Un vantaggio chiave di questa tecnologia è che il file digitale può essere trasferito al laboratorio con un click per la fabbricazione del modello o dell’apparecchio. Alla luce di ciò è probabile che il bisogno di competenze digitali assuma un ruolo sempre più importante nell’ambito ortodontico.

Bibliografia

  1. Malfatto M. (2016). Uso dello scanner intraorale nell’attività clinica ortodontica.
  2. Abduo J., Elseyoufi M. (2018). Accuracy of Intraoral Scanners: A Systematic Review of Influencing Factors. Eur J Prosthodont Restor Dent. 26(3):101-121.
  3. Krey KF., Ratzmann A., Metelmann PH., Hartmann M., Ruge S., Kordaß B. (2018). Fully digital workflow for presurgical orthodontic plate in cleft lip and palate patients. Int J Comput Dent, 21(3):251-259.

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