Dental Tribune Italy
©Maria Sofia Rini.

Negare l’evidenza, non aiuta a nascondere gli errori, favorisce solo il contenzioso

By Prof.ssa Maria Sofia Rini, Odontologo forense
August 28, 2019

Lucia, 24 anni, nel giugno 2019 si rivolge al suo dentista storico, Mario, a causa della frattura della cuspide di un molare superiore, 2.6, in precedenza trattato endodonticamente. Mario interviene, sistema come possibile il dente e consiglia un ripristino protesico affidandone l’esecuzione a Luca, suo collaboratore.

Luca esagera nel monconizzare il dente, ma soprattutto per errore “affetta” il 2.7, dente in precedenza integro, che diviene fortemente sensibile. Lucia avverte il caldo e il freddo, ha disturbi nella masticazione e percepisce la forma mutata del dente 2.7 (appiattito). Chiede spiegazioni a Mario e Luca, che dapprima negano il problema, ma che alla fine, allorquando Lucia ha evidenza di quanto accaduto da un altro odontoiatra, ammettono di aver “pelato leggermente” il dente retrostante. Negano, tuttavia, che la possibilità della dichiarata forte sensibilità, soprattutto termica, possa essere attribuita a tale “banalità” e non intervengono in alcun modo al fine di ridurre il disagio della loro paziente. Lucia, persa ogni fiducia in Mario, l’abbandona, desiderando la risoluzione del problema algico che la tormenta sempre più e che si trasforma in dolore costante. Mario indispettito propone decreto ingiuntivo al fine di ottenere il pagamento di una corona protesica, mai provata, mai realizzata e mai finalizzata, ma a suo dire pronta. A Lucia non rimane che opporsi, volente o nolente, al decreto ingiuntivo. Per Mario, Luca e Lucia inizia, per pochi spiccioli, un iter che condurrà non si sa quando e non si sa come a scontentare tutti. Mario e Luca risponderanno di quanto hanno mal controllato o eseguito e Lucia non sarà mai soddisfatta della ragione eventualmente ottenuta.

Anche Francesco è paziente di Antonio da molti anni, che tratta endodonticamente il dente 1.6 e poi lo ricopre con una corona. Corona discromica, che crea problemi di ritenzione di cibo, con interferenze occlusali, una “corona diversa dai suoi denti”: Francesco non la sente “sua”. Comunica il proprio disagio ad Antonio, che nega: “è perfetta”. La corona effettivamente ha dei problemi, forse rifarla potrebbe essere una soluzione? È proprio necessario che altri professionisti (e non gli odontoiatri legali!) ne individuino l’incongruità?

Negare l’evidenza non nasconde gli errori, rende solo più triste la propria vita professionale e porta a liti evitabili. Il paziente può capire e giustificare un errore, ma non la stupidità.

1 Comment

  • Mario Migliario says:

    Purtroppo molti colleghi sono esempi di autoreferenzialità al massimo livello.
    Il riconoscimento di un danno extracontrattuale nel primo caso e di un ‘inadempimento contrattuale nel secondo avrebbero evitato contenziosi dannosi per tutti eccetto che per gli avvocati.

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